La leggenda della ninfa Maja e di suo figlio Ermes.

La storia del Gran Sasso e della Majella

 

Qualcuno potrà dire: cosa c'entra la mitologia greca con l'Abruzzo?
Quando si parla di miti e leggende, l'Abruzzo c'entra sempre, rispondiamo noi. In particolare è affascinante la storia (mitologica) legata alle due montagne più importati dell'appennino e ovviamente d'Abruzzo: la Majella e il Gran Sasso.

Maja, la più bella delle pleiadi, fuggì dalla Frigia per salvare il suo unico figlio: Ermes, il gigante, messaggero dell'olimpo, figlio di Zeus.
Ermes fu colpito mortalmente in battaglia, ma la madre, pur di salvarlo fuggì via mare; un forte nubifragio fece arrivare la pleiade lungo le coste adriatiche, in particolare ad Ortona.
Maja a quel punto si mise alla ricerca di erbe miracolose nel tentativo di salvare la vita al figlio ormai in fin di vita, e si recò per questo sui monti Abruzzesi, che era ricca di erbe medicinali. Purtroppo però la montagna era in quel periodo ricoperta di neve e ogni tentativo di ricerca si manifestò vano: Ermes morì.
Maya a quel punto non poteva fare altro che seppellire il figlio, e lo fece sul Gran Sasso.
Ancora oggi, se si osserva la montagna da levante (dalla costa e dalle colline della provincia di Pescara), è possibile ammirare "il Gigante che dorme".
Una volta morto il figlio, Maya entrò nella disperazione, e iniziò a vagare per i boschi, quando affranta dal dolore e spenta dalle troppe lacrime versate, morì, sul monte che lo aveva accolta e che oggi porta il suo nome: la Majella.

Venne seppellita dai pastori, che conoscevano bene la sua storia, e adornarono la sua tomba con fiori e tante erbe aromatiche.
La montagna prese la forma di una donna impietrita riversa su se stessa, con lo sguardo rivolto fisso verso il mare.
Per questo la Majella è considerata " la madre" d'Abruzzo, dove tutto ha inizio.
Questa è la storia di Maya e del Gigante, la leggenda che da vita ai due monti più celebri d'Abruzzo. Ovviamente vi sono incongruenze anche con la stessa mitologia greca.
Ermes era un dio, e in quanto tale, immortale; era agile e veloce, per questo fu scelto da Zeus come messaggero dell'olimpo.
Non vi sono riferimenti veri e propri sul fatto che si trattasse di un gigante.
La catena montuosa del Gran Sasso conosciuta come " il gigante che dorme", in realtà specie nelle aree interne della provincia di Pescara, viene chiamata " la bella addormentata", in quanto alla vista, si presenta proprio come l'immagine stilizzata dalla celebre principessa del racconto fiabesco.